L'INCHIESTA ANTIDROGA

I soldi del narcotraffico nascosti nei contenitori del latte. Colpita la rete del boss Raso

Nell'operazione di squadra mobile e Dda di Torino arrestate 26 persone e sequestrati 2,5 milioni di euro, armi e droga

Il denaro contante guadagnato con il narcotraffico veniva nascosto anche in contenitori per il latte. Quasi un milione e mezzo di euro interrati in un giardino in provincia di Torino è stato sequestrato nella notte di martedì 12 luglio, durante la maxi operazione della squadra mobile di Torino contro il narcotraffico internazionale che ha smantellato l'organizzazione che faceva capo a Vittorio Raso, il boss della bella vita arrestato in Spagna a giugno.
Lui faceva il faceva il broker da Barcellona, dove viveva in uno dei quartieri più costosi e rinomati, e gestiva il giro d'affari milionario legato all'importazione di hashish e marijuana, mentre il riciclaggio del denaro avveniva con il metodo “hawala”, nato nel mondo islamico e usato anche in passato per finanziare il terrorismo.

A spiegarlo è il dirigente della squadra mobile di Torino, Luigi Mitola, che è intervenuto alla conferenza stampa per illustrare l'operazione.

Tra Piemonte, Lombardia e Campania 200 poliziotti hanno eseguito le misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari di Torino: venti persone in carcere, sei ai domiciliari e due obblighi di dimora. Di queste una non è ancora stata rintracciata.
Nella lunga indagine della direzione distrettuale antimafia di torino, partita tra il 2019 e il 2020 per fermare Raso, erano state arrestate già 17 persone e sequestrati 800 chili di droga, per lo più hashish e marijuana, ma anche cocaina. I corrieri della droga avevano a disposizione macchine e furgoni modificati per poter nascondere la sostanza in doppi fondi che si aprivano solo conoscendo i codici di sblocco.


Al vertice dell'organizzazione c'era Raso, una condanna definitiva a 17 anni per narcotraffico e un processo in corso per associazione di stampo mafioso. Lui ha sempre negato di far parte della criminalità organizzata calabrese, ma secondo gli inquirenti era legato ai fratelli Adolfo e Cosimo Crea ai vertici di una delle articolazioni delle 'ndrine a Torino, il crimine.
Dopo un primo arresto in Spagna Raso era stato scarcerato nell'ottobre 2020 per un cavillo burocratico, ma il cerchio attorno al boss aveva cominciato a stringersi di nuovo a inizio 2022 quando la Squadra Mobile di Torino aveva arrestato uno dei suoi fedelissimi: nascondeva 300 mila euro in contanti e orologi da collezione costosissimi in un garage di periferia.

 

Servizio di Jacopo Ricca, montaggio di Tiziano Bosco.