I dati dell’indagine congiunturale

Le imprese piemontesi resistono a guerre, inflazione e caro energia

Secondo lo studio di Unione Industriali Torino e Confindustria Piemonte le aziende sfruttano ancora il buon impulso della ripresa post-Covid

Le imprese piemontesi resistono e continuano a investire, nonostante la guerra, l'inflazione, la corsa dei prezzi di materie prime ed energia. Secondo quanto emerge dall'indagine congiunturale di Unione Industriali Torino e Confindustria Piemonte, le aziende sembrano sfruttare ancora l'onda lunga della ripresa dopo la pandemia. Lo studio ha preso in considerazione quasi 1.200 imprese manifatturiere e dei servizi a giugno. Un risultato sorprendente solo in apparenza, perché conflitto, aumento dei prezzi e rincari sono arrivati in un momento in cui l'economia era in buona accelerazione e non hanno ancora avuto un impatto sulle prospettive a breve termine.   


Gli indicatori non si discostano molto dai livelli di marzo e dicembre. Le previsioni relative a produzione, ordini e occupazione restano positive, sugli stessi valori di marzo, e scende ancora il ricorso alla cassaintegrazione. Stabili gli investimenti. Continua a peggiorare la redditività, un dato spiegabile con i forti aumenti dei costi degli input energetici e delle commodity. Oltre 3 aziende su 4 infatti segnalano aumenti dei costi delle materie prime e dell'energia. Registra un segno negativo soltanto Vercelli (-2,1%), più positive le previsioni di Alessandria, Canavese, Novara, Torino e Verbania.  Alcuni comparti dei servizi sono crescita, a partire da turismo e Ict.