In arrivo da Roma i primi 160 milioni per ridurre le perdite sulla rete idrica

Serviranno a finanziare una parte del piano regionale da 486 milioni. Gli interventi consentiranno di rinnovare le tubature e installare sistemi di rilevazione intelligente delle fuoriuscite di acqua.

Dopo mesi di siccità, finalmente è tornata la pioggia. Ma superata l'emergenza immediata, resta il problema di intervenire per sistemare la rete idrica. In Piemonte lungo le tubature va perso un litro d'acqua su tre. In alcune zone del torinese si arriva a punte  di dispersione idrica addirittura del 60%, a causa di condutture vecchie anche di cinquant'anni. Una  situazione non più  sostenibile ora che cominciamo a  dover fare i conti col cambiamento climatico. La nostra  regione  è  tra le peggiori, tanto che oltre un quarto dei fondi stanziati a livello nazionale per affrontare il problema dal  ministero delle Infrastrutture è destinato proprio al Piemonte. Sette i progetti finanziati - con 159,5  milioni complessivi - tutti destinati alla realizzazione di impianti intelligenti per la rilevazione delle fuoriuscite idriche. La provincia di Torino si aggiudica 50 milioni, 41 quella di Cuneo, 31 l'Alessandrino. 

Tutte risorse in arrivo dai  fondi del Pnrr e che serviranno a finanziare una parte del piano idrico annunciato a luglio dalla Regione, che vale  complessivamente 486 milioni, quasi mezzo  miliardo di euro. E non è finita, perché  Roma ha in  programma per l'autunno di mettere a disposizione finanziamenti per altri  300 milioni.  Resta poi l'altra grande questione, quella  degli invasi. Non basta distribuire  l'acqua senza disperderla, bisogna anche  avere aree sufficienti per metterla  da parte quando ce n'è. Per  questo l'esecutivo sta mettendo a disposizione altre risorse per consentire alle regioni di realizzare studi di fattibilità. Per  il bacino padano sono disponibili 5,4 milioni.