Partita la raccolta

Noccioleti, aumento record: arrivati a 20mila ettari

Le nocciole si sono espanse diventando, dopo la vite, il prodotto con la maggiore superficie coltivata in Piemonte. E nemmeno la siccità è stata in grado di abbatterle

A metà della raccolta, chi tiene i noccioleti non si inginocchia più col secchiello. Con le nocciole, dolorose, sotto i menischi. Fa passare le macchine, che eseguono la pulizia. E così la nocciola viene è pronta per le altre fasi della lavorazione. Cortemilia, capitale della tonda e gentile delle Langhe, la prima a essere colta da quella che sembrava una follia: piantare i noccioleti nel 1920, mentre tutti mettevano la barbera. La nocciola, al massimo, la mangiavano gli scoiattoli e i bambini e si faceva un po' d'olio, visto che mancava quello d'oliva. Adesso la nocciola ha compiuto la rivoluzione nell'agricoltura piemontese diventando la produzione che si espande di più.

Poca spesa, tanta resa

Costa poco coltivare la nocciola. La Ferrero la compra, la Nutella fatta di cioccolato e nocciola va fortissimo. Ma chi tiene il noccioleto vuol fare assaggiare in proprio i sapori del territorio delle Langhe agli Italiani. E la nocciola made in Langa si vuole espandere anche nel mondo coi mastri piantatori che girano per l'Europa a piantare noccioleti. 

La siccità? Ha battuto le cimici asiatiche

Sulla raccolta di quest'anno non si può dire ancora molto la siccità non l'ha rovinato. Anzi, forse ha ridotto le cimici asiatiche, nemiche di tutta l'agricoltura. E quest'anno si comincia la lotta biologica. 

Servizio di Giampiero Amandola

Montaggio di Paola Galassi

Interviste: Gianluca Griseri e Andrea Rizzolo, produttori