Montagna sicura anche d'estate, i consigli del Soccorso alpino

Gli infortuni - e le vittime - si concentrano soprattutto nella bella stagione. L'antidoto? Scarpe sicure, sentieri adatti, telo antipioggia e copertura termica. Occhio alla copertura dei telefonini

Soccorso alpino, sicurezza anche d'estate. I dati parlano chiaro. Su 92 vittime sulla montagna in Piemonte nel 2021, la maggior parte si è concentrata nei mesi estivi. Sulle montagne non ci sono solo le valanghe, in agguato, nei mesi invernali. Cadute, malori, perdite dell'orientamento, congestioni, maltempo. Più in generale, il pericolo causato dagli improvvisi cambiamenti meteorologici. Ecco perché il Soccorso alpino piemontese dà agli escursionisti i suoi consigli. Ad elencarli è il vicepresidente piemontese, Daniele Fontana: “Innanzitutto, scegliere un percorso adatto al proprio grado di preparazione. Poi, informarsi sulle condizioni meteo e su eventuali restrizioni o chiusure dei sentieri presso parchi, Comuni o altri enti coinvolti. Importantissimo, vestirsi a strati e portarsi dietro un telo antipioggia e un telo termico. Questo perché, in caso di perdita dell'orientamento e di condizioni meteo sempre così variabili, l'ipotermia è davvero facile da raggiungere in montagna”. “La maggior parte degli interventi, in estate, è dovuta a eventi traumatici", spiega Guido Ferrero, infermiere del soccorso alpino. "Cadute, soprattutto. Nella maggior parte dei casi su sentieri nemmeno così proibitivi: la causa è nelle scarpe non adatte. Quindi, attenzione a questo aspetto”. 

Il problema della geolocalizzazione

Fondamentale, poi, portarsi sempre dietro uno smartphone in modo da chiamare il numero di emergenza 112. Questo perché, in caso di bisogno, il Soccorso alpino può localizzare facilmente gli escursionisti, inviando un SMS a cui occorre rispondere per consentire la localizzazione. Certo, il problema spesso è che in montagna la copertura è scarsa o del tutto assente: ecco perché, ad esempio, il Parco naturale delle Alpi Marittime ha preso un'iniziativa. In aree come quella di Pian delle Gorre, nei pressi di Chiusa di Pesio (Cuneo), agli utenti che parcheggiano viene dato ad esempio un modulo in cui gli escursionisti inseriscono i propri dati e la destinazione prevista. In caso di bisogno, le ricerche saranno così più facili.