I motivi della strage

Mucche morte, la siccità ha reso il sorgo velenoso. E vi sarebbe almeno un altro caso

I risultati delle analisi dell'Istituto zooprofilattico confermano l'ipotesi iniziale. La carenza idrica ha aumentato la produzione di una tossina, la durrina, risultata fatale per i bovini.

Confermati i sospetti. Le analisi effettuate sulle carcasse dall'Istituto zooprofilattico di Cuneo non lasciano dubbi. E' stato il sorgo a uccidere per avvelenamento le 50 mucche a Sommariva del Bosco, nel Cuneese. Ma la mano che ha armato questa pianta è quella della siccità, addirittura decuplicandone la tossicità naturale, di norma bassissima. 

Ora il timore è che il caso di Sommariva non sia l'unico. Nel Saluzzese alcuni capi sarebbero morti in un allevamento durante il pascolo. E altri sarebbero in gravi condizioni. 

L'accaduto a Sommariva del Bosco

I bovini, che facevano parte di una mandria di 80 capi, sabato scorso stavano pascolando con la consueta placidità nei campi del loro proprietario, Giacomo Olivero. L'agricoltore aveva piantato sorgo, una pianta che normalmente non dà nessun problema. Ma nel giro di pochi minuti le mucche sono stramazzate a terra e c'è stato poco da fare. Se ne sono salvate solo 30, quelle che avevano mangiato meno sorgo e a cui i veterinari sono riusciti a fare delle infusioni direttamente sul posto.

La spiegazione: colpa di una tossina

Questa pianta, per proteggersi quando è giovane, produce in bassa quantità una tossina chiamata durrina, che il processo di digestione dei bovini trasforma in acido cianidrico. La siccità potrebbe aver limitato la crescita del sorgo, per cui le piante, rese più fragili, avrebbero aumentato di dieci volte la concentrazione delle tossine che hanno ucciso i capi di bestiame.

Servizio di Giulia Dellepiane, montaggio di Tiziano Bosco.