Lagnasco

Mele, raccolta da record. Il Piemonte dietro solo al Trentino

Tra costi dell'energia alle stelle e manodopera quasi introvabile comincia la raccolta nel Cuneese. Il Piemonte, con 225mila tonnellate prodotte, in risalita dall'anno scorso, è secondo in Italia dopo il Trentino.

Comincia con un gesto lieve la raccolta delle mele a Lagnasco, mille abitanti e cuore dell'ortofrutta cuneese: un gesto per staccare il picciolo dal ramo del melo, una torsione che non rovini la polpa e poi un delicato appoggio nella cesta. 

Tra siccità e costi dell'energia sempre più alti (che si fanno sentire anche al bar del paese, dove dal primo settembre il pranzo fisso per i lavoratori costerà due euro in più), i 2mila produttori della Granda fanno i conti, quest'anno più che in passato, con le incertezze del mercato. 

Con 225mila tonnellate prodotte per la raccolta 2022, 40mila in più dell'anno scorso flagellato dalla grandine, il Piemonte, con 2.700 produttori di mele in tutto - è secondo in Italia solo al Trentino; anche oggi la famiglia Sacchetto, al lavoro sui suoi 40ettari, fa la sua parte per raccogliere mele di varietà gala, red delicious, golden delicious, fuji e non solo. Tra varierà più o meno tardive, la raccolta procederà fino alla fine di ottobre e persino a novembre. 

Quest'anno le mele sono meno rosse del solito, perché i ridotti sbalzi termici della stagione 2022 e la perdurante alta temperatura nei campi hanno impedito agli alberi di produrre quelle sostanze chimiche che li proteggono dal freddo, rendendo le mele rosate. Meno colorate, ma non per questo meno zuccherine. 

Dal picciolo alle celle frigorifere e poi al frigorifero la filiera è lunga. La speranza è che i prezzi per raffreddarle non salgano troppo per via della crisi energetica, e che quest'inverno il viaggio possa finire sulle tavole di tutto il mondo, soprattutto su quelle dei ricchi clienti mediorientali.