Solvay, lo studio della discordia

Botta e risposta tra il comitato Stop Solvay e la multinazionale attiva ad Alessandria. A far discutere uno studio belga sui livelli di Pfas ritenuti superiori alla soglia di allerta.

Ennesima ripresa del match che oppone il comitato Stop Solvay, che da anni si batte contro l'inquinamento ambientale a Spinetta Marengo, all'azienda chimica che nell'Alessandrino vuole continuare a esistere e a produrre.

Lo studio, condotto da un laboratorio belga che ha contattato il comitato, suona come un atto d'accusa: Solvay continua a inquinare le falde acquifere - sostiene il comitato -  continuando a disperdere nel terreno i famigerati Pfas, le sostanze chimiche che stanno un po' dappertutto: dai cosmetici ai detersivi, dalle pentole ai tappeti, ma che poi finiscono anche nell'acqua potabile, nelle verdure e nel pesce.

Le analisi del sangue

L'azienda risponde in un comunicato: “Siamo stupiti e attendiamo di poter leggere lo studio. dal 2004 abbiamo fatto 5000 analisi del sangue che non destano preoccupazione”. Altri 35 i prelievi fatti invece agli abitanti di Spinetta grazie all'indagine commissionata dalla tv pubblica belga, con tracce di Pfas che secondo i risultati, non ancora divulgati, sarebbero superiori alla soglia d'allerta.

Ai due angoli di questo ring per l'ennesima volta la multinazionale di Alessandria e quella parte di comunità che vicino all'azienda vive e teme per i rischi ambientali. In mezzo i 600 lavoratori della Solvay e i 250 dell'indotto. Il diritto al lavoro da una parte, e quello alla salute dall'altra.  

 

servizio di Davide Denina
montaggio di Beppe Serra