Torrazza Piemonte

La villa del boss passa al Comune

E' scattata all'alba l'operazione delle forze dell'ordine per consegnare al Comune di Torrazza la villa sequestrata a Rocco Schirripa, esecutore dell'assassinio del procuratore Bruno Caccia nel 1983. Il bene diventerà una biblioteca

Un fantoccio vestito di tutto punto, in completo gessato e atteggiamento minaccioso, faceva ancora la guardia all'ingresso della villetta sgomberata a Torrazza Piemonte, 3mila abitanti, 30 chilometri a nordest di Torino. Era il feticcio dell'ex padrone di casa, il padrino della 'ndrina locale di Moncalieri, Rocco Schirripa: un simbolo di quella prepotenza criminale capace di uccidere a torino, 39 anni fa, il procuratore della repubblica bruno caccia.

All'omicidio - 14 colpi sparati a bruciapelo - seguì una vicenda processuale lunga e compless: 32 anni di indagini, poi il colpo di scena di una lettera anonima, l'arresto di Schirripa nel 2015 e la condanna all'ergastolo.

Oggi la villa è stata consegnata al Comune del paese. Un esito tutt'altro che scontato: tra ricorsi e contro-ricorsi, dalla confisca del bene, nel 1998, sono passati 24 anni e qui la moglie e le due figlie del boss hanno continuato a vivere.

Da oggi può cominciare il percorso per aprire questo luogo alla cittadinanza di Torrazza Piemonte. Il sindaco, Massimo Rozzino, ha in programma di trasformare la villa in una biblioteca e in un luogo di aggregazione per le associazioni di volontariato del paese. 

E' l'inizio di una strada di legalità, un altro passo verso la vittoria dello stato sulle organizzazioni criminali. 

Servizio di Davide Denina. Immagini di Guido Cravero.  Montaggio di Massimo Carnemolla.