Serie A

Crisi Juve, avanti con Allegri. Ma quanti dubbi

Dopo il disastro di Monza, Max non si dimette. Poco prima del match era intervenuto Arrivabene: "Follia cambiare allenatore". Ma il rosso a Di Maria fa emergere il nervosismo dei giocatori. E allora, in caso di frattura col tecnico, la società...

Crisi Juve, Allegri sotto accusa. Ma la società lo conferma. I giocatori esposti al pubblico ludibrio: i fischi della Brianza bianconera. Allegri, impotente, in tribuna. Immagini simbolo non solo del disastro di Monza, ma anche di ciò che non va alla Juve. Prestazioni opache che l'allenatore ha troppo spesso spiegato con "errori tecnici". In altre parole, colpa dei giocatori. Anche stavolta, la tentazione da evitare è quella di addebitare tutto ad Angel Di Maria: irritante per 39 minuti, espulso per una gomitata tanto plateale quanto ingenua. Lui, sui social, si è preso tutte le colpe, ma la Juve era assente non giustificata fin dal primo minuto.

Non solo errori tecnici

La manovra lenta, il perenne baricentro basso, il Vlahovic isolato e il disastroso McKennie - con un centrocampo surclassato da quel Rovella che avevi in casa - chiamano in causa la diretta responsabilità del tecnico. Arrivabene aveva parlato ai microfoni prima del match: "Cambiare allenatore sarebbe una follia". Anche dopo la partita, la direzione non sembra essere cambiata. Di sicuro, Allegri non ha alcuna intenzione di dimettersi. Come ha ribadito Landucci.

Il rapporto coi giocatori

Ma a cambiare la situazione potrebbe essere una frattura tra allenatore e giocatori. Il nervosismo di Di Maria, visto anche nel dopo-Benfica; l'assenza di Bonucci, che cinque giorni fa si era detto "preoccupato", sono indizi ancora troppo flebili. Serve una risposta sul campo, ma per Allegri sarà una sosta lunghissima.