Ogni giorno tra i settanta e i cento nuovi ospiti diretti in Francia

Migranti, a Oulx il Festival dell'accoglienza

Tanti i cittadini che hanno visitato la struttura in una tappa della rassegna organizzata dall'Ufficio Pastorale Migranti fino al 27 ottobre nel torinese. Le testimonianze di Ebrima e Alex, dalle sofferenze di ieri all'attività di volontariato oggi

La terza tappa della rassegna diffusa organizzata dall'U.P.M. della Diocesi di Torino, con 50 incontri in 25 sedi nella Città Metropolitana, si è svolta nel Rifugio Fraternità Massi, luogo simbolo dell'accoglienza per i migranti che tentano di entrare in Francia o sono respinti al confine dopo viaggi di mesi o anni dall'Afghanistan, dall'Iran, dall'Iraq come dal Pakistan. I cittadini che si sono iscritti all'evento, circa settanta, hanno ascoltato la storia di una struttura sostenuta dal contributo fondamentale e spontaneo di persone del territorio e da tante espressioni del volontariato. Nel pomeriggio, la camminata lungo i sentieri montani tra Claviere e il Monginevro, attraversati ogni notte e in qualunque stagione da intere famiglie nell'ultimo tratto della rotta balcanica. Un flusso che non accenna a fermarsi. 

Martino Villosio ha intervistato Sergio Durando, direttore dell'Ufficio Pastorale Migranti della Diocesi di Torino e coordinatore del Festival dell'Accoglienza, e raccolto le testimonianze di Ebrima Jawneh, arrivato in Piemonte dopo un lungo viaggio dal Gambia alla Sicilia attraverso la Libia e di Alex Assontsack, studente del Politecnico di Torino arrivato dal Camerun con una borsa di studio poi scaduta, che hanno deciso di restituire l'aiuto ricevuto in momenti di grande difficoltà impegnandosi a loro volta nel volontariato.