Piasco

Mele in Valle Varaita, il caro bollette presenta il conto

Viaggio nelle aziende agricole alle prese con gli aumenti. Non solo energia per le celle frigorifere, ma anche imballaggi e trasporti. Ci si mette anche la siccità con l'aumento dell'irrigazione. "Quest'anno meno quantità, ma qualità ottima"

Pesche e ramasin d'estate, mele d'inverno. Le celle frigorifere sono fondamentali per la filiera della frutta del Saluzzese: prodotti conservati a una temperatura, nel caso delle mele, tra 0 e 5 gradi. Sulle aziende agricole del territorio, però, sono piovuti gli aumenti dei costi dell'energia. Un'azienda di Piasco, in Valle Varaita, ci mostra le bollette: 963 euro a luglio 2021. Quest'anno, lievitati a 6.538 euro. Sei volte tanto.

L'aumento dei costi

Una situazione aggravata anche dall'aumento di altre voci, a cominciare dai trasporti e dagli imballaggi. Ci si è messa anche la siccità. I produttori parlano di annata ottima per qualità, ma con quantità minori. E, per giunta, con un incremento della quantità d'acqua per l'irrigazione. Quindi, altri costi.

La questione della manodopera

A complicare la vita delle aziende agricole ci si sono messi anche i ritardi nello sblocco del Decreto flussi, per consentire la raccolta del prodotto, eseguita soprattutto da manodopera proveniente dall'Europa dell'Est. Quest'anno, a consentire il raccolto, sono stati soprattutto i braccianti africani. Secondo Mattia Quaglia, imprenditore agricolo e consigliere di Coldiretti Cuneo, “l'agricoltura in questi ultimi anni ha fatto uno sforzo enorme per consentire la loro accoglienza. Non tutti l'hanno fatto anche perché non è obbligatorio, ma è auspicabile ”. Una mossa importante anche dal punto di vista economico, perché consente la fidelizzazione, la specializzazione e l'aumento dell'efficienza della manodopera. Con ricadute sociali positive. Per questo, dice Quaglia, “servirebbe un intervento pubblico di decontribuzione per le aziende che accolgono”.