La festa

Giuseppe Zedde portato in trionfo. E' la rivincita della periferia

Festa grande per il Borgo di San Lazzaro dopo la vittoria del Palio di Asti. Gingillo acclamato da una folla di tifosi. Prima davanti alla Collegiata di San Secondo, poi al Comune. Infine, alla Chiesa di San Domenico Savio. Accolti dal parroco.

 

Servizio di Massimo Lanari

Palio Asti, Giuseppe Zedde detto Gingillo portato in trionfo dai tifosi del borgo San Lazzaro. Dopo la vittoria, inizia la festa. Gingillo portato in trionfo, sfila al centro della città. Prima davanti alla Collegiata di San Secondo. Poi in Comune, per issare il drappo del vincitore: il borgo di San Lazzaro. Per il fantino nato a Siena ma di origini sarde, è la quinta affermazione al Palio di Asti: cominciò nel 2004 con Torretta, il bis nel 2008 con San Lazzaro, poi nel 2013 ancora con Torretta. Dal 2015, Gingillo ha sempre però corso con San Lazzaro, vincendo nel 2017. Nel mezzo, tre vittorie al Palio di Siena e due a Legnano. Fino all'acuto di Asti nel 2022. “Abbiamo sempre creduto in lui”, dice entusiasta il rettore e nel 2017 con San Lazzaro, Silvio Quirico.

La lunga marcia fino alla Chiesa di San Domenico Savio

La vittoria del borgo di San Lazzaro è la rivincita della periferia popolare sui rioni del centro, e sul quotatissimo borgo di Don Bosco, che schierava Giovanni Atzeni, detto Tittia, reduce da una storica doppietta al Palio di Siena. Tittia e Gingillo, erano loro i grandi favoriti della vigilia: l'hanno spuntata i gialloverdi, che dopo i festeggiamenti sotto il Comune hanno iniziato la lunga marcia fino alla Chiesa di San Domenico Savio, accolti dal suono delle campane e dal parroco don Mario Banaudi. Sacro e profano che allegramente si mescolano. “Questo è un quartiere di periferia, con tanti nuovi arrivati, ma dove ci si aiuta, ma si devono affrontare anche tanti problemi”, dice il sacerdote. Per San Lazzaro, è la settima vittoria nella storia recente del Palio: 1987, 1991, 1999, 2001, 2008, 2017 e 2022.