I granata beffati ancora una volta nel finale di partita

Pochi gol e minuti di recupero fatali: il Toro riflette sui suoi limiti

Contro il Sassuolo non ha funzionato l'idea di schierare tre trequartisti e come a Milano la sconfitta è arrivata nei minuti di recupero

Ancora una volta ad essere fatali al Toro sono stati i minuti finali. Solo in questa stagione è già accaduto cinque volte e se i centri di Mota a Monza e di Sericola a Cremona erano stati ininfluenti ai fini del risultato, quelli di Brozovic a San Siro e di Alverez che ieri sera ha consegnato la vittoria al Sassuolo in pieno recupero hanno invece lasciato segni nella classifica e nel morale granata. Un male che la squadra di Juric si porta dietro dalla passata stagione e per il quale il tecnico confessa di non aver ancora trovato la cura.
Tutto questo, naturalmente, senza togliere merito a un Sassuolo che a dispetto delle assenze pesanti con le quali si è presentato all'Olimpico, ha avuto il merito di mettere in campo una grande organizzazione di gioco che ha chiuso tutti gli spazi ai granata. Un merito che va anche a Dionisi che ha avuto il coraggio di buttare nella mischia Alvarez, l'uomo partita, a cinque minuti dal termine.
Ora si va alla sosta con un Toro che deve riflettere sulle sue distrazioni finali e sulle croniche difficoltà nel trovare il gol. Problemi che non sono stati risolti dalla scelta di Juric di rinunciare alla punta centrale a inizio partita schierando Seck accanto a Vlasic e Radonjic: tre trequartisti hanno aumentato la confusione ma non la pericolosità della squadra.