Champions league

PSG-Juve tra errori e rimpianti

In avvio soliti vizi per i bianconeri: baricentro basso e atteggiamento rinunciatario. Poi però colpiscono nel secondo tempo e sfiorano il pareggio con Vlahovic. Che però è ancora troppo isolato. Milik ok, Bonucci e Bremer in difficoltà.

PSG-Juventus, tra errori e rimpianti l'analisi della partita. La Juventus torna da Parigi con tanti rimpianti, ma anche qualche certezza in più. A cospetto del trio delle meraviglie Messi-Neymar-Mbappè, si è vista una Juve troppo rinunciataria nel primo tempo: il baricentro troppo basso, con Cuadrado e Kostic di fatto sulla linea dei difensori, è un invito a nozze per il micidiale uno-due di Kylian Mbappè. Altro che malocchio. A soffrire da matti sono Bonucci e Bremer. Ma che la Juve avrebbe potuto fare di più lo si era già percepito già dopo il primo gol, quando un intermittente Cuadrado trovava la testa di Milik, che costringeva Donnarumma agli straordinari.

Più coraggio nel secondo tempo

Nel secondo tempo, l'inserimento di McKennie al posto di un pur positivo Miretti crea più brio la davanti, con il gol arrivato su cross di Kostic e uscita a vuoto dell'estremo difensore azzurro. E poco mancava che, tre minuti dopo, arrivasse il pareggio: ancora cross, stavolta di Cuadrado, e Vlahovic che trova la versione super di Donnarumma. Poi, pressione costante e tanti pericoli potenziali, anche se la sostituzione di Milik e un Vlahovic al solito troppo isolato, tolgono mordente alla fase offensiva. Senza dimenticare un super Verratti, che non solo dà il la al secondo gol, ma stoppa pure una palla di Danilo per un Vlahovic lanciato a rete. Juve senza Di Maria - salterà al Salernitana - e Pogba, con un Arrivabene palesemente irritato per il fallimento della cura conservativa - ritorno a gennaio. Ma la stagione della Juve, forse, è cominciata proprio al Parco dei principi. 

Servizio di Massimo Lanari, montaggio di Flavia La Gona