le prime stime dei danni ambientali per le fughe di metano nel Baltico

Un mare di gas

Nord Stream, perdite che impattano sul clima. Cinquecento tonnellate l'ora di metano nel picco. In poche ore effetti sul clima simili a quelli della CO2 prodotta in un anno da una città come Helsinki

Il mare ribolle, ma quello chesi vede in superficie è solo una piccola parte del prezzo che il pianeta pagherà per le perdite di metano dai gasdotti nord stream nel mar Baltico. 
Nord Stream 1, inaugurato nel 2011, ha una capacità di 55 miliardi di metri cubi annui. Ma era stato chiuso a inizio settembre. Il parallelo Nord Stream 2, di fatto, non era mai entrato in funzione. Però, in entrambi i gasdotti c'era gas per garantirela tenuta degli impianti. Dati certi sull'entità delle perdite in questo momento non ci sono, anche per la delicata situazione internazionale ma gli esperti sono già impegnati con le stime, relative al picco delle fughe di gas. 500 tonnellate di gas per ora, le prime valutazioni. Urgente fermare la perdita ma le difficoltà tecniche di intervento sottomarino pesano sui tempi di riparazione. 

Servizio di Elena Cestino, montaggio di Flavia Lagona

Interviste a:
Arianna Azzellino, valutazione impatto ambientale Politecnico Milano
Stefano Mauro, meccanica delle macchine Politecnico Torino (IN CODA)