Il lavoro da casa

Come cambia lo smart working

Coinvolti negli accordi aziendali, solo a Torino, 230mila colletti bianchi. Le aziende così risparmieranno sui costi fissi come luce e gas. Attesa invece la proroga valida per tutti i fragili e i genitori degli under 14.

Tutta Torino torna al lavoro, ma non in ufficio. Termina da oggi lo smart working di Stato, disciplinato dal governo e valido per tutti i lavoratori, ma grazie agli accordi aziendali siglati da molte compagnie negli anni della pandemia, in media il 50% dei dipendenti del capoluogo continua da remoto (con punte del 70% nelle realtà più strutturate come, per esempio, Stellantis).

Parliamo in tutto di 230mila colletti bianchi solo a Torino, che concilieranno meglio tempi di vita e di lavoro, con le aziende che così risparmieranno sui costi fissi come luce e gas.

Allo studio del governo intanto una misura che in caso di aggravamento della crisi energetica introdurrebbe lo smart working obbligatorio per tutti i dipendenti pubblici: così i risparmi previsti arriverebbero fino all'otto per cento della bolletta pubblica di luce e gas.  

E, infine, era nell'aria ed è sempre più vicina la proroga dello smart working per il lavoratori fragili e per i genitori con figli under 14: il ministro Andrea Orlando avrebbe trovato fondi del ministero del lavoro, e adesso manca l'approvazione dell'emendamento. Nel frattempo, anche queste categorie tornano in ufficio, a meno che l'accordo aziendale non preveda altre modalità.