Rivoluzione a Eataly, la maggioranza va a Bonomi

Cambio di proprietà per il marchio che ha il quartier generale a Monticello d'Alba. Il 52% società di investimenti controllata dal finanziere. "Porterà avanti lo sviluppo a livello mondiale", commenta il fondatore Oscar Farinetti


servizio di Davide Lessi
montaggio di Massimo Carnemolla

Eataly cambia proprietà. Investindustrial, società di investimenti di Andrea Bonomi, ha rilevato il 52% delle azioni della catena fondata da Oscar Farinetti. Un'operazione che prevede un aumento di capitale da oltre 200 milioni di euro per azzerare l'indebitamento finanziario della società di ristorazione e vendita di cibo. Alla fine i soci storici - la famiglia Farinetti, i Baffigo, Miroglio e ClubItaly - avranno il restante 48% del capitale. 

Soddisfatto il fondatore Farinetti: “Sono contento perché i miei figli lo sono”, dice alla Tgr Piemonte. E aggiunge, col suo proverbiale ottimismo: “I Bonomi sono ragazzi in gamba e il futuro di Eataly sarà improntato allo sviluppo mondiale, pur diventando ancora più italiana”. Dal quartiere generale di Monticello D'Alba (Cuneo) si punterà forte sugli Stati Uniti, dove la catena è già presente con otto storie e l'Asia, dove ci sono già 16 punti vendita in franchising. Un gruppo da 600 milioni di fatturato stimato nel 2022, attivo in 15 Paesi. 

Nicola Farinetti, figlio di Oscar e attuale amministratore delegato, diventerà presidente della nuova società: “L'accordo sottoscritto - commenta -  proietta Eataly in una nuova fase della sua storia”. Quella storia partita ormai 15 anni fa proprio da Torino. Era il 27 gennaio 2007 quando al Lingotto si inaugurava la prima struttura di Eataly in una città ancora entusiasta per le Olimpiadi invernali dell'anno prima.