Una scuola per imparare a riutilizzare l'acqua

Siamo in emergenza eppure gli italiani consumano ancora troppa acqua. A Torino docenti, studenti ed esperti internazionali a confronto per rispondere alla peggiore siccità in 500 anni.


servizio di Davide Lessi
montaggio di Davide Mazzan
interviste a Cristina Prandi, vice-rettrice Università di Torino; Pedro Simon, direttore tecnico Esamur; Silvia Bertolotti, dottoranda Università di Torino; Alessandra Bianco Prevot, professoressa Chimica analitica

Duecentoventi litri per abitante al giorno. Quasi il doppio della media europea. Gli italiani consumano troppo acqua. E diventa così fondamentale il suo riutilizzo. Proprio su questo tema è iniziata oggi all'Università di Torino la prima scuola internazionale. "Quello dell'acqua è un tema importantissimo e che lega le competenze tecnico-scientifiche, quando parliamo di decontaminazione dell'acqua, agli aspetti legislativi e agli studi economici di impatto", spiega Cristina Prandi, vice-rettrice dell'Università di Torino.


Un approccio interdisciplinare su cui per tre giorni si confronteranno una cinquantina tra studenti, docenti ed esperti provenienti da tutto il continente.  Con la peggiore siccità in Europa da 500 anni, l'acqua torna al centro dell'attività dei legislatori.  Alessandra Bianco Prevot, professore associato di Chimica analitica: "Un nuovo regolamento europeo che prevede, dal prossimo anno, l'entrata in vigore proprio del riutilizzo dell'acqua trattata dai depuratori ad uso agricolo". 

Conclude sempre Prevot: "Questa consapevolezza dell'acqua come bene da proteggere, ciascuno nel suo ambito con i suoi compiti. E soprattutto acquisire una capacità di dialogare tra i diversi ruoli perché questo può fare solo del bene all'acqua. E quindi far bene a tutti noi".