In piazza Castello

'Tempo scaduto', la protesta di chi è costretto su una sedia a rotelle

Chi è in carrozzina per un incidente o una malattia non riceve la stessa assistenza rispetto al periodo pre-Covid a causa del taglio dei posti letto nell'unità spinale di Torino.

Antonio Castore è una delle migliaia di persone costrette su una carrozzina a causa di un incidente o una malattia e che da mesi aspetta il ripotenziamento delle unità spinali regionali a partire da quella di Torino, dove sono stati tagliati i posti letto a causa dell'emergenza Covid, posti letto non ancora ripristinati. 

A causa della chiusura del secondo piano dell'unità spinale di Torino “ci sono persone che hanno subito incidenti e non possono accedere alla riabilitazione, sono fermi in ospedali non attrezzati” denuncia Alessandro Agostinelli, presidente dell'associazione 'I do onlus'. Massimo Canova, presidente del coordinamento para-tetraplegici del Piemonte sottolinea i tempi di attesa per un intervento per le piaghe da decubito, da 10 a 20 mesi con il rischio di sviluppare un'infezione anche mortale. I chirurghi ci sono, dice Canova, ma mancano i posti letto. 

Una delegazione è stata ricevuta in regione. 

Servizio di Laura Preite, montaggio di Giancarlo Raviola
Interviste ad Antonio Castore, Alessandro Agostinelli (pres. I do Onlus), Patrizia Saccà (atleta paralimpica), Massimo Canova (pres. coordinamento para-tetraplegici Piemonte)