Le grandi opere

Giovannini: "Sulla Tav spetta al governo francese fare la propria parte"

Il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile sul caro cantieri: "Il governo Draghi ha affrontato l'emergenza"

L'inflazione si fa sentire anche sui cantieri pubblici. A Torino la linea 2 del metrò rischia di nascere con un paio di fermate in meno a causa dei rincari delle materie prime.  Il ministro uscente Enrico Giovannini assicura che l'attenzione è massima. Una lectio magistralis quella del ministro, tenuta alla School of Business e promossa dall'Elea, lo storico istituto di formazione fondato da Adriano Olivetti. Il tema è proprio il Piano nazionale ripresa resilienza, di cui l'economista - che si dice pronto a tornare a fare il professore universitario -  è stato uno dei promotori in Europa.

Occasione anche per fare il punto sulle grandi opere del Nord-ovest.  Dalla gara andata a buon fine sulla diga di Genova alle difficoltà che ancora ci sono per le incompiute, l'Asti-Cuneo e la Tav: "Ora spetta anche al governo francese di fare la propria parte perché ci sono alcuni rallentamenti", ha detto prima di parlare agli studenti e alle autorità. Parigi non ha ancora individuato le tratte di accesso all'alta velocità Torino-Lione. Ci sono ancora tre mesi di tempo: altrimenti si rischia di perdere 1 miliardo di finanziamenti europei.