Il primo Festival dedicato al mondo virtuale parallelo

Metaverso, una porta verso il nuovo possibile

Una strada già aperta, per interagire con persone e amministrazioni tramite avatar e identità digitale. Per il fisico Alessandro Vespignani un'esperienza già possibile nella vita di tutti i giorni. L'esperimento del Piemonte contro il cyber bullismo

Il metaverso? Lo stiamo già vivendo, senza saperlo. I più giovani attraverso videogiochi sempre più sofisticati. Gli adulti per sbrigare la burocrazia tramite identità digitale. Situazioni in cui il nostro alter ego informatico agisce a nome nostro: gli manca solo la parola, ma ce l'avrà presto. Il metaverso è un mondo parallelo che funziona come la vita vera: si incontrano persone, si va a un concerto, si acquistano oggetti virtuali da pagare in criptovalute. Una "espansione" del mondo fisico dove 350 milioni di persone vivono già, alimentando un mercato da 54 miliardi di dollari l'anno. Ha anche il suo primo Festival, a Torino, dove si ragiona di realtà aumentata, esperienze immersive, e gestione di miliardi di dati informatici, racconta il fisico Alessandro Vespignani, uno dei massimi esperti mondiali in modelli di calcolo e previsione. Un universo più raffinato dei semplici social network, che ci coinvolgerà in modo più profondo, e più oculato dovrà essere il controllo di tecnologie tanto invasive. Tra le amministrazioni pubbliche, la prima a tentare un'applicazione socialmente utile del Metaverso è il Piemonte, con un progetto di ascolto contro il cyber bullismo. Lì dove c'è stato il danno - l'aggressione del più debole nella pericolosa prateria di internet - ci può essere anche la cura, ossia l'incontro tra ragazzi che vivono lo stesso problema, e che possono essere ascoltati da psicologi e professionisti, spiega Pietro Pacini, direttore generale CSI Piemonte.