Verso la stracittadina

Beatrice Vs Culicchia, Juve-Toro è già derby

Lo scrittore granata: "Con gli altri differenza quasi antropologica". Il critico d'arte bianconero: "Loro come gli stambecchi, in via di estinzione". Battute e ricordi per dimenticare un presente mediocre. Sognando il rilancio

Noi siamo la squadra operaia, loro di quelli che una volta si chiamavano i padroni. Tra noi c'è quasi una differenza antropologica”, afferma lo scrittore e tifosissimo granata Giuseppe Culicchia. “Tifare Juventus a Torino è un po' andare controcorrente? Non mi risulta. I tifosi del Toro sono come gli stambecchi del Gran Paradiso: in via di estinzione”, replica uno juventino Doc come il critico d'arte Luca Beatrice. Juve-Toro, è già derby. E anche il mondo della cultura non si tira certo indietro. Il derby è il derby. Juve-Toro: ma come quest'anno il passato delle due squadre stona con la mediocrità del presente: la Juve in mini-ritiro dopo un avvio di campionato disastroso. Non accadeva dalla stagione 2015-2016: allora, la svolta, fu proprio il derby. Gol di Cuadrado a tempo scaduto e Allegri che vince il suo secondo scudetto. Il Toro, invece, non vince dal 26 aprile del 2015: 2 a 1, gol di Darmian e Quagliarella.

Le amarezze del presente

Quest'anno i giocatori mi sembrano tristi. Vedo un gioco un po' rassegnato, non da Juventus. Il motto 'fino alla fine sembra che ce lo siamo quasi dimenticato”, dice Beatrice. Per Culicchia, “questa è una condizione di media classifica alla quale siamo abituati. Loro no. Credo che Juric saprà toccare i tasti giusti. Negli ultimi 27 anni abbiamo vinto solo un derby, magari questa è la volta buona”. Ma il calcio è ancora un argomento letterario? “Assolutamente sì”, dice Culicchia. “Se scriverò un altro libro sul calcio, credo che sceglierò il ruolo del portiere. Il più affascinante di tutti. La solitudine del numero uno. Sì, proprio quella”.