La sede attuale non sarà venduta, pronta alternativa per uso istituzionale

La consegna del grattacielo alla Regione. A novembre i primi trasferimenti negli uffici

Stamane la presa in carico a oltre 20 anni dall'avvio del progetto. "Sarò il primo a trasferirmi entro dicembre", annuncia Cirio. Gli altri assessorati a tappe entro l'estate. Per Lo Russo adesso è "obbligo far partire anche Parco della Salute".

Inno nazionale, alzabandiera, orgoglio. Il tutto mitigato dal pudore per quei duecento e quattro metri di altezza al costo di duecentotrentasei milioni di euro e di troppi anni di attesa. Il giorno della presa in consegna del grattacielo di via Nizza da parte della Regione è arrivato. Rivendicato dal Presidente Alberto Cirio, che ha voluto ricordare come il cantiere al suo insediamento fosse pressoché fermo. Da lui, come dal sindaco di Torino Lo Russo, sono arrivate però anche le scuse ai cittadini per un'attesa lungo la quale si sono succedute cinque giunte regionali, con responsabilità bipartisan in un ritardo diventato simbolo di inefficienza e inefficacia della politica e della macchina pubblica, per contrasto con l'altro grattacielo di Torino, fiorito in tempi assai più celeri, dall'altra parte della città, di proprietà bancaria.

Ora però si attendono i tempi del reale trasferimento del personale dagli assessorati, circa duemila persone.

Dalla fine di novembre a inizio dicembre sarò già con tutta la direzione e il gabinetto della presidenza all'interno della struttura”, le parole di Cirio. Seguiranno, a tappe, gli altri assessorati fino al completamento entro l'estate. A fianco del grattacielo anche un centro servizi con sala conferenze. Una nuova sede a basso impatto ambientale grazie all'utilizzo innovativo di energia geotermica. Altri risparmi, attesi dall'addio alle diverse sedi degli uffici regionali sparse in città. “Lasceremo subito quelle in affitto per risparmiare”, spiega l'assessore al Bilancio Andrea Tronzano, “dopodiché quelle di proprietà cercheremo di valorizzarle nel fondo Invimit che è un fondo del MEF”.

L'attuale sede di Piazza Castello non sarà venduta. “Se non diventerà sede dell'ufficio europeo anti-riclaggio, ha detto Cirio, "è pronto un utilizzo alternativo di alto profilo istituzionale”.

Il resto è l'ascesa al giardino pensile, piano quarantatré, con gli alberi simbolo dell'eccellenza agricola ed enogastronomica del Piemonte, dal pioppo al nocciolo, e la promessa di aprilo in futuro ai cittadini nei week-end. Mentre dall'alto lo sguardo abbraccia il passato industriale del Lingotto. E i nodi ancora irrisolti del futuro, come i terreni su cui dovrebbe sorgere il Parco della Salute che si apprezzano dalle pareti trasparenti del grattacielo. Su cui anche il sindaco Lo Russo è tornato a insistere, definendoli la prossima priorità per la zona e per la città ma senza nascondere la preoccupazione alla luce dei rincari di materie prime ed energia che mettono a rischio la presentazione di offerte per la gara d'appalto.

E' il dossier proprio a fianco del grattacielo, quello che oggi imbarazza e incalza la politica locale. Oltre alla ferita sanata in un giorno, comunque, liberatorio anche per i cittadini della zona di via Nizza, che sperano in un volano potente per la zona sud di Torino dopo anni soffocati dai cantieri.

Servizio di Martino Villosio, interviste ad Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte; Andrea Tronzano, assessore al Bilancio Regione Piemonte; Stefano Lo Russo, sindaco di Torino