Torino

Al via il processo contro Askatasuna. Per la procura i leader formano un'associazione a delinquere

Imputati a vario titolo 28 esponenti dello storico centro sociale. La maggior parte dei fatti contestati accaduti in Val di Susa contro la Tav. Parti civili la presidenza del Consiglio, i ministeri di Difesa e Interno e Telt.

I capi di Askatasuna formano un'associazione a delinquere? È questa la domanda al centro del processo cominciato giovedì, 20 ottobre, in Tribunale a Torino. Imputati 28 attivisti dello storico centro sociale torinese, quasi tutti presenti in aula, compreso il leader Giorgio Rossetto, l'unico agli arresti in carcere. Sedici di loro sono accusati di associazione a delinquere nell'inchiesta della Digos della questura di Torino coordinata dalla Procura locale. Declassata l'accusa iniziale che era di associazione sovversiva.

La mole di intercettazioni inclusa nel fascicolo d'indagine, secondo gli inquirenti, dimostrerebbe come Askatasuna abbia avuto la regia delle principali mobilitazioni violente organizzate sul territorio. Una settantina gli episodi contestati: la maggior parte in Val di Susa durante le manifestazioni contro l'alta velocità Torino-Lione degli ultimi tre anni. Altri fatti invece successi a Torino

Un'impostazione che la difesa respinge. “Si scambia l'orizzontalità e la fluidità delle attività di un centro sociale con la struttura verticistica di un'associazione criminale - spiega Claudio Novaro, avvocato della maggior parte degli esponenti di Askatasuna imputati -. Questo significa criminalizzare un'esperienza importante per la nostra città come Askatasuna, attraversata da centinaia di giovani”.

Costituite parti civili, per gli attacchi alle forze dell'ordine, la presidenza del Consiglio e i ministeri dell'interno e della Difesa. Parte civile anche Telt, la società italo-francese che sta realizzando la Tav. “Telt ha subito notevoli danni - commenta il legale della società, Daniele Zaniolo -. Consideriamo che i nostri cantieri sono i più protetti d'Europa”.

Intanto fuori dal Tribunale antagonisti, No Tav ed esponenti di Askatasuna si sono ritrovati in presidio, ribaltando con uno slogan l'accusa della Procura: da associazione a delinquere ad associazione a resistere

Sarà il processo, che si preannuncia complesso, a stabilire la corretta lettura dei fatti. Prossima udienza il 1 dicembre.

Servizio di Manuela Gatti, montaggio di Elisa Pozzati. Interviste a: Claudio Novaro, avvocato degli esponenti Askatasuna; Daniele Zaniolo, avvocato di Telt