Le difese chiedono anche approfondimenti su vigilanza ispettori Ustif

Tragedia funivia, caposervizio Tadini non aveva ricevuto formazione dopo la revisione del 2016

E' emerso nella seconda udienza dell'incidente probatorio a Verbania dalle parole del presidente dei periti De Luca. L'impianto era stato aggiornato con nuove tecnologie informatiche. Il compito sarebbe spettato al responsabile sicurezza Perocchio

Gabriele Tadini, caposervizio della funivia del Mottarone indagato per omicidio colposo plurismo e disastro colposo in relazione alla tragedia costata la vita a 14 persone, non era stato formato allo svolgimento del suo compito dopo la revisione globale dell'impianto nel 2016. La notizia è emersa a conclusione della prima parte della seconda udienza dell'incidente probatorio in corso a Verbania. A confermarlo è stato il professor Antonello De Luca, capo della commissione di periti nominati dal Gip.

Secondo quanto riferito dal professor De Luca nell'aula a porte chiuse quando Tadini, nell'ottobre 2017, ha nuovamente assunto le funzioni di caposervizio - che dall'agosto del 2016 erano state attribuite ad un altro dipendente - non era stato formato alla gestione tecnica della funivia che nel frattempo, nel 2016, era stata completamente revisionata ed aggiornata con l'impiego delle nuove tecnologie informatiche.

De Luca ha sottolineato come il compito della formazione del caposervizio spetta al direttore di esercizio, che in quel momento era già Enrico Perocchio, dipendente della Leitner e a sua volta indagato, anche presente oggi in aula per un'udienza in cui si è parlato anche dei controlli per la sicurezza dell'impianto. I consulenti del gip, nella perizia che oggi hanno continuato ad illustrare, sottolineano che "la tenuta del Registro-giornale della funivia è risultata molto approssimativa e sicuramente censurabile (e ciò analogamente ad altra documentazione relativa all'esercizio) in quanto inadempiente rispetto al dettato normativo, sia in termini di incompletezza, che di assenza di informazioni in esso contenute". Proprio qui si concentra l'attenzione della procura di Verbania che vuole approfondire anche il ruolo svolto dai controllori esterni come l'Ustif, l'organismo periferico del Ministero dei
trasporti che si occupa della sicurezza degli impianti a fune.

Da lunedì, al termine dell'illustrazione della perizia da parte dei consulenti del gip, è previsto l'inizio dei quesiti delle parti, a cominciare dalla procuratrice di Verbania Olimpia Bossi.

Il racconto della seconda giornata di udienza nel servizio di Martino Villosio, con interviste a Marcello Perillo, legale di Gabriele Tadini e Antonello De Luca, presidente collegio dei periti