Sci, anche la Via Lattea alle prese con il caro energia

Triplicati i costi per l'innevamento delle piste da sci. Enti locali e gestori attendono aiuti dal nuovo governo

Anche i gestori degli impianti sono alle prese con la triplicazione dei costi dell'energia. Che per loro pesa soprattutto su una cosa: l'innevamento. Quest'anno, complice anche il caldo e le scarse precipitazioni, potrebbe costare davvero tanto. Ma non si tirano indietro. "Abbiamo intenzione di confermare la stagione invernale", sottolinea Giampiero Orleoni, presidente di Arpiet, l'associazione dei gestori del trasporto a fune. E già sono in corso collaudi e revisioni annuali. Si tratta però di capire se dal governo arriveranno risorse. Qualcosa sul tavolo c'è già.

"Nel decreto Aiuti ter - spiega Silvia Fregolent di Italia Viva Azione - gli impianti di risalita delle stagioni sciistiche hanno la possibilità di essere finanziate come attività che hanno subito un danneggiamento dal caro energia post guerra in ucraina e quindi fino a dicembre sono coperte".

Al momento, le aziende possono accedere ad un credito di imposta del 30%. Si tratta però di capire se possa arrivare qualcosa in più. Il fatto è che i tempi, col cambio di esecutivo, sono gioco forza dilatati. E così la regione sta cercando intanto anche di raccogliere altre risorse, non solo da Roma. La scorsa settimana, annuncia il presidente Cirio, il Piemonte ha ottenuto a Bruxelles nuovi impegni per competitività e digitalizzazione, anche le aziende della montagna.

 

Nel servizio, le interviste a: 

  • Valeria Ghezzi
    Presidente Anef (Ass. esercenti funiviari)
  • Silvia Fregolent
    Italia Viva Azione
  • Alberto Cirio
    Presidente Reg. Piemonte

 

Immagini di Luciano Gallian
Montaggio di Andrea Volpe