Una stagione estiva tra le più secche degli ultimi 65 anni

#IlNostroTempo, l'estate della grande sete

Un ecosistema sempre più fragile e instabile

Ci siamo lasciati alle spalle l'estate della Grande Siccità, complici le alte temperature del mese di luglio e di agosto. Un'aridità malata che ha colpito tutta la nostra Regione mettendo in ginocchio interi settori, dal comparto agricolo a quello zootecnico, con migliaia di famiglie in difficoltà.

L'estate della Grande Sete, con pochissime piogge. Fiumi e torrenti prosciugati come deserti. Altri, più fortunati, con una portata d'acqua ridotta tra il 35 e il 70% rispetto alle medie storiche. Un'estate che si è chiusa con un agosto instabile, con frequenti temporali nella seconda parte del mese che hanno alzato un pò il livello di pioggia ma non hanno fatto la differenza. L'estate 2022 è infatti tra le più secche degli ultimi 65 anni.

Un'estate drammatica, vittima del cambiamento climatico. Rimangono indelebili le immagini di quei mesi di tragica gravità.

E' il 7 agosto quando 70 capi di razza piemontese e valdostana muoiono all'improvviso a Sommarva Bosco. In pochi minuti cadono a terra come foglie, la causa è la siccità che ha concentrato sostanze tossiche nel terreno e nella pianta di cui vanno ghiotte: il sorgo. Ci saranno altri casi, a Bra, a Moretta e nell'astigiano

Una siccità evidente dal livello dei fiumi, con un Po a Torino letteralmente strozzato dalla morsa del caldo e al 10% della sua portata. Terra fertile per l'alga Elodea nuttallii, una pianta infestante che adora le acqua calme, calde e poco profonde. Quasi un fiume tropicale.

Una siccità che si sente anche in quota. In Val Maira, provincia di Cuneo, l'erba è poca e gialla: manca l'acqua. Gli animali non si sfamano, hanno sete e producono meno latte. Alcuni margari hanno deciso di non portare tutti gli animali in quota, ma di lasciare vitelli e mamme in pianura. Altri  anticipano il rientro.

E salendo dal pian della Mussa al rifugio Gastaldi, costeggiando la morena del ghiacciaio della Bessanese, in Val d'Ala, un'altra drammatica evidenza 
il ghiacciaio della Ciamarella sta scomparendo. Un fatto tragico quanto ineludibile. Con il cambiamento climatico quasi tutti i ghiacciai dell'arco alpino scompariranno entro il 2050 e questo porterà a gravi problemi di approvvigionamento idrico.