Si guarda al Natale

Commercio a corto di ossigeno, il grido di allarme di Ascom

Secondo l'associazione di categoria, sono a rischio 5 mila imprese e 15 mila posti di lavoro anche se c'è qualche spiraglio di ottimismo

Meno fiducia che vuol dire meno aspettative. Meno liquidità che vuol dire meno investimenti. Vanno avanti con l'acqua alla gola le imprese del terziario in Piemonte, stremate da una crisi energetica che ha colpito duro. Bollette quintuplicate. Di questo passo, secondo le stime di Ascom, sono a rischio 5.000 aziende. Significa perdere 15 mila posti di lavoro. Solo a Torino e provincia il 70 per cento di 170 mila imprese extra agricole lavora nel terziario.

Progetti di crescita congelati con l'unico obiettivo adesso di non riversare gli aumenti sui cittadini. Si stringono i denti alla ricerca di qualche primo segnale positivo nei costi dell'energia che cominciano a diminuire a livello europeo. Una speranza incoraggiata da turismo e grandi eventi che in Piemonte danno molto lavoro al terziario e con lo sguardo volto a un periodo fondamentale dell'anno per il commercio, il Natale.

Immagini di Guido Cravero
Montaggio di Tiziana Samorì
Intervistati Carlo Alberto Carpignano, direttore Ascom Confcommercio Torino e provincia; Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia