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Tutti in cattedra, tra vecchi e nuovi problemi

L'eccesso di precariato, gli stipendi più bassi della media europea, la formazione insufficiente del personale. Il caso esemplare di un istituto scolastico nella periferia di Torino, e le proposte per migliorare uno dei motori fondanti della società

Annamaria Capra è preside del Da Vinci-Frank, istituto scolastico dei quartieri torinesi Falchera, Rebaudengo e Pietra Alta. 7 edifici, 1.600 alunni di 38 nazionalità, di cui 150 con bisogni educativi speciali, 9 addetti alla segreteria, 35 collaboratori scolastici, 240 docenti di cui metà precari.
La preside mostra con orgoglio il grande lavoro fatto con personale, famiglie, istituzioni e associazioni di quartiere per mettere davvero bambini e ragazzi al centro.
Ma resta tanto da migliorare: dalla formazione specifica per docenti in scuole di frontiera alla valorizzazione degli spazi esterni, passando per l'efficientamento energetico, l'elenco è davvero lungo.
L'istituto Da Vinci-Frank è solo un esempio della vivacità della nostra scuola e di quante attenzioni abbia bisogno.

Servizio di Giulia Dellepiane, riprese di Guido Cravero, montaggio di Flavia La Gona.

Interviste a: Annamaria Capra, preside dell'istituto comprensivo Da Vinci-Frank; Luisa Limone, segretaria generale di Flc Cgil Piemonte; Diego Meli, segretario generale di Uil Scuola Piemonte; Maria Grazia Penna, segretaria generale di Cisl Scuola Piemonte.