L'opera

Tav, richiesti in bilancio i fondi per la parte italiana dell'opera. "A rischio contributo Ue"

Intanto la Telt annuncia un progetto con Regione e Agenzia Piemonte Lavoro: obiettivo formare le figure professionali sul territorio.

Una richiesta di incontro per chiedere di prevedere nella prossima legge di bilancio lo stanziamento per i lavori della linea italiana della Torino-Lione. Duecento milioni all'anno, due miliardi complessivi per i prossimi dieci anni, la cui metà sarà poi coperta dall'Unione europea. 

Questo il contenuto della lettera che Paolo Foietta, commissario della delegazione italiana della Commissione intergovernativa dell'opera, ha inviato oggi, lunedì 24 ottobre, al neoministro delle infrastrutture Matteo Salvini, all'indomani dell'insediamento del Governo Meloni. Un provvedimento senza il quale si rischierebbe di perdere il cofinanziamento di Bruxelles, che entro il 2023 dovrà confermare il contributo, spiega l'architetto torinese. 

Il capitolo di bilancio è stato aperto dal precedente ministro Enrico Giovannini, ma la definizione del suo contenuto spetta appunto al suo successore.

Intanto, proseguono i lavori della parte transfrontaliera della Torino-Lione, gestita dalla Telt, la società binazionale costituita da Italia e Francia. Per la parte italiana, la prossima primavera sarà affidato l'appalto più consistente, lo scavo del tunnel fra Susa e il confine. 

Sono previsti circa mille posti di lavoro. L'obiettivo di un accordo firmato proprio questo lunedì 24 ottobre con Regione e Agenzia Piemonte Lavoro è di formarli sul territorio attraverso specifici percorsi che saranno attivati dal 2023. Saranno anche aperti due nuovi sportelli dell'Agenzia Piemonte Lavoro a Susa e Rivoli. “L'obiettivo, spiega il direttore generale di Telt, Mario Virano, ”è di formare le figure necessarie nel campo dell'edilizia nei primi dieci anni, e dal 2032 nel campo dell'esercizio ferroviario. Opportunità che speriamo coinvolga i lavoratori del territorio".

 

Servizio di Ludovico Fontana, montaggio di Benedetto Mallevadore
Intervista a Mario Virano, direttore generale Telt