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Bio carburanti, la via africana

E' partito dal Kenya il primo carico di olio vegetale prodotto nel nuovo sito di Eni: verrà trasformato in bio carburante per i motori diesel e gli aerei. L'alternativa fornita dalla filiera del legno.

Servizio di Giorgio Giglioli

montaggio di Tiziano Bosco

Intervista con il professor Franco Cotana, dell'università di Perugia - coordinatore del “Working group 8” dell'Unione europea, che si occupa del piano strategico per biocarburanti e biomasse.

Da Mombasa a Gela: è partito Il primo cargo di olio vegetale prodotto nel nuovo agri-hub dell'Eni di Makueni, in Kenya, diretto alla bioraffineria siciliana, dove sarà trasformato in biodiesel.  

L'italia consuma 30 milioni di tonnellate di carburanti tra benzina e gasolio, l'8% è biocarburante. Lo stop del 2035 ai motori diesel e benzina andrà a vantaggio del bioidrogeno, prodotto da biomasse.

Nell'impianto di Crescentino, in Piemonte, si produce bioetanolo di seconda generazione, additivo per la benzina sostenibile perchè ottenuto da scarti dell'agroalimentare o da cippato di legno, abbondante in natura.

Filiera sostenibile anche quella che nasce a Makueni, a partire dalle preziose opportunità di lavoro per gli agricoltori locali fino ai temi dell'impatto ambientale.

Sostenibilità che invece mancava a biocombustibili di prima generazione come l'olio di palma, con i suoi lunghi viaggi da paesi lontani e i processi di desertificazione che determinava, con i suoi palmeti che a volte si prendevano grandi pezzi di foresta.