Scoperta l'origine delle pietre più grandi

Stonehenge, mistero nel mistero

La geochimica ha consentito di determinare il luogo di provenienza delle "Sarsen" di Stonehenge: arrivano da 25 chilometri di distanza. Come siano state spostate resta un enigma irrisolto. Tgr Leonardo.

Servizio di Giorgio Giglioli

Montaggio di Massimo Carnemolla

Stonehenge: il circolo di pietre, il sistema di architettura megalitica più antico al mondo. E anche tra i più misteriosi: le sue origini e la sua destinazione sono temi dibattuti da secoli.

“Stonehange è da sempre sinonimo di mistero” dice il professor David Nash, docente di geografia fisica all'Università di Brighton e coordinatore del team di ricercatori da anni impegnato a rispondere ad alcuni dei tanti quesiti che circondano questo sito iconico della piana di Salisbury, nello Wiltshire, sud dell'Inghilterra.

La scienza alleata dell'archeologia: l'ultima eccezionale scoperta grazie alla geochimica e alle nuove tecnologie: così si è potuto determinare da dove provenissero le “Sarsen”, le pietre più grandi di Stonehenge.

David Nash: "Ci lavoriamo da 5 anni. Era noto che le pietre piu piccole, le "blue stones", che compongono il cerchio piu esterno, provenissero dal Galles. Nulla si sapeva delle piu grandi. Lavorando su porzioni di materiale, siamo riusciti a risalire alla loro "impronta chimica", individuando esattamente il luogo di origine: Westwood, 25 chilometri a nord di Stonehange".

Il team ha operato su un campione estratto dagli archeologi nel 1958, da uno dei sarsen di Stonehenge, durante un restauro.

Nash: "Il nucleo è stato analizzato con la spettrometria di massa, che ha prodotto un'analisi chimica ad alta risoluzione delle parti più profonde della pietra. Ora sappiamo da dove arrivano quelle pietre"

Ciò che ancora non è noto, spiega Nash, è il modo in cui gli esseri umani di 2500 anni fa siano riusciti a trasportare per 25 chilometri questi enormi massi dal peso medio di 20 tonnellate. La geochimica darà una mano anche per ricostruire il loro percorso.

Intanto  Stonehange, dopo lo stop causa covid, ha ripreso ad attrarre centinaia di migliaia di visitatori. Si danno appuntamento soprattutto all'alba dei giorni dei solstizi, quando il sole sembra sorgere proprio in cima al trilite, l'enorme arco di pietra posto al centro del sito.

 Stonehange è anche un luogo di battaglia ambientalista: gli attivisti di “Stonehenge Alliance” da tempo si battono contro il progetto del raddoppio della strada  A303 e la costruzione del tunnel, lungo piu di 3 chilometri. Attraverserà l'area archeologica Patrimonio dell'Umanità. Una joint venture da un miliardo e mezzo di euro, a guida italiana, capofila Webuild, nata dalla fusione tra Salini-Impregilo e Astaldi. Progetto avallato dalla English Heritage, l'ente nazionale britannico che tutela il sito di Stonehenge.