Garessio in attesa del nuovo ponte

A due anni dall'alluvione, il paese dell'Alta val di Tanaro ancora senza lavori per ripristinare la viabilità.

La speranza sono gli operai che lavorano sul letto del Tanaro. Garessio, dopo due anni dall'ultima alluvione, prova a immaginare il futuro.

"E' un cuore buttato oltre l'ostacolo - spiega Ferruccio Fazio, sindaco di Garessio - dal comune che ha avuto la comunicazione dalla regione che sarebbe stato dato il finanziamento. Peccato che il governo ha ancora il provvedimento alla Corte dei conti. E quindi noi certezze non ne abbiamo".

Un nuovo ponte, firmato Giugiaro, in sostituzione della passerella è atteso con ansia dai cittadini. L'altra strada interrotta è quella che, direzione Albenga, portava a "Huvepharma", l'industria farmaceutica, ex storica Sanofi.  Anche qui il ponte è stato demolito per far defluire al meglio l'acqua e scongiurare nuove alluvioni. Ma l'Anas non ha progetti alternativi.

"Non è colpa solo dei dirigenti Anas - sottolinea Luciano Sciandria, sindaco di Priola e delegato Cisl Huvepharma Italia - è la politica che deve credere per lo sviluppo di un territorio fondamentali sono le infrastrutture. Abbiamo perso 120 posti di lavoro anche per una carenza infrastrutturale".

L'Alta val di Tanaro, insomma, fatica a risollevarsi. Certo il  cimitero di Trappa, simbolo dell'alluvione di due anni fa - con le sue 120 bare trascinate dall'ondata di piena  - è stato ricostruito. Un segno di speranza, anche per la signora Susanna. Che non ha intenzione di arrendersi.