L'aumento degli skipass non compensa le maggiori spese per luce e gas

Alte temperature e costi dell'energia, a un mese dal via la stagione sciistica è piena di incognite

Anche in montagna un autunno con temperature sopra la media, si spera nelle nevicate dopo tre anni complessi per via della pandemia. E con inverni sempre più incerti si impone un ripensamento nel modello di sfruttare l'alta quota.

Le speranze sono appese al cielo, alle perturbazioni che hanno scaricato pioggia e che si spera nelle prossime settimane facciano arrivare un po' di neve. Perché anche in montagna si è registrato un caldo anomalo per tutto l'autunno, e però la stagione sciistica è alle porte. Dopo tre anni difficili per la pandemia, tutto il territorio montano ha bisogno di una ripartenza decisa: a partire dalle presenze su seggiovie e skilift. 

A gravare sulle società degli impianti di risalita, oltre alle incognite legate al meteo, anche il caro energia, che ha portato i costi dal 3 al 30% del bilancio: una crescita solo in minima parte compensata dall'aumento del costo degli skipass, del 10% in linea con l'inflazione. La campagna per la vendita degli abbonamenti stagionali, appena iniziata, sta dando buoni risultati. E gli operatori del territorio guardano ai prossimi mesi con ottimismo. 

Servizio di Marco Bobbio, montaggio di Giancarlo Raviola. Interviste a: Andrea Vuolo, Rai Meteo, Nicola Bosticco, amministratore delegato Colomion Spa, Giorgio Montabone, presidente Consorzio Turistico Bardonecchia, e Laura Analli, rappresentante scuole di sci Bardonecchia.