Fino al 22 gennaio

Cherasco, Mirò e le radici del surrealismo

L'artista spagnolo in una mostra in compagnia di Burri, Fontana, De Chirico, Dalì, Rotella. A Palazzo Salmatoris si cerca il "genius loci" dell'artista. Oltre 100 le opere esposte. Iniziativa "gemella" a Busca

Oltre 100 opere, esposte a Palazzo Salmatoris. La metà, di Joan Mirò. Tutto intorno, Burri, Fontana, De Chirico, Rotella, Dalì. Arrivano da musei, ma soprattutto da collezioni private. Dare radici al surrealismo: sembra un'impresa impossibile quella di "Joan Mirò - Genius loci". Impossibile quasi quanto un palazzo nobiliare che ha visto due paci, la Sindone, Napoleone e un'ala - ora recuperata - che era diventata un mulino. E se le radici di Mirò sono la sua Catalogna, la sua Maiorca, il suo Mediterraneo, Cherasco ha la sua storia, il suo territorio.

E a Busca Mirò raddoppia

Opere, quelle di Mirò, che non sono creazioni di getto, ma frutto di un'idea, un percorso spesso durato anni. Radici e contesto: ecco il senso degli altri artisti accostati alle opere di Mirò. Una mostra che, da qualche giorno, ha raddoppiato: altre opere saranno in mostra a Busca, a Casa Francotto. Iniziativa resa possibile da Banca di Cherasco, Fondazione CRC e Fondazione CRT.