Il rapporto delle Nazioni Unite stilato con milioni di dati demografici.

8 miliardi, mai così tanti. Asia e Africa crescono, la vecchia Europa abbassa la natalità.

La popolazione aumenta grazie a migliori condizioni sanitarie e alimentari. Saremo 1 miliardo in più fra 15 anni, oltre 10 miliardi nel 2085, poi il bivio: se sarà successo o catastrofe, lo decideranno le azioni contro il cambiamento climatico.

Il bambino sta bene, pesa un po' di più del previsto, e - grazie a più diffusi servizi igienici, accesso al cibo, e acqua potabile - la sua vita sarà più lunga. Sta bene anche la mamma, che non è morta di parto, e forse potrà tornare a lavorare: negli anni ha migliorato la propria salute, l'istruzione, e il diritto ad usare anticoncezionali. Il neonato avrà un nome asiatico, il continente più popoloso, oppure africano, quello col più alto tasso di natalità. La data di nascita, 15 novembre, l'ha decisa un gruppo di matematici, statistici e demografi delle Nazioni Unite. Oggi dunque sarebbe nato l'8miliardesimo abitante del pianeta terra. Un bambino che ha ereditato le conquiste del mondo, ma che porta sulle spalle il peso sempre più grave della nostra impronta sul pianeta. Siamo tanti, ad abitarlo, racconta la sottile linea rossa che attraversa i secoli e la storia. 1 miliardo in più di 12 anni fa, il doppio del 1974. La più affolata la Cina, quasi 1 miliardo e mezzo di abitanti, verrà presto scalzata dall'India. E poi Stati Uniti, Indonesia, Pakistan, Nigeria, Brasile, Bangladesh, Russia e Messico. Ma l'affollamento non sarà per sempre: il tasso di crescita della popolazione sta calando. Ci vorranno 15 anni, e non 12, per essere 1 miliardo in più. Il picco c'è stato negli anni 60, quando la media di figli per coppia era 5. Ora è 2,3. Tira il mondo verso il basso la vecchia Europa, con un tasso di natalità negativo, che in Italia scende a 1,25. E un'età media che è più del doppio di quella africana, un divario mai così largo. Per il fenomeno di "inerzia demografica" la popolazione mondiale continuerà ad aumentare grazie ai numerosi bambini dei decenni passati - ora adulti che fanno figli. Supereremo i 10 miliardi nel 2085. Poi staremo a vedere: sono imprevedibili gli effetti collaterali di crisi climatica e deperimento delle risorse del Pianeta. Rachel Snow, che per le Nazione Unite interpreta la mole di dati messa insieme dagli scienziati, parla di un bivio tra successo e catastrofe. "Sarà la prontezza di riflessi dei governi - ammonisce - a decidere cosa succederà". Montaggio di Paola Galassi.