L'omicidio nel giugno 2021

Manca l'arma del delitto

E' iniziato il processo per l'omicidio di Roberto Mottura, in un tentativo di rapina a Piossasco. Ma una pistola sequestrata non è quella che ha sparato

Una consulenza tecnica del tribunale di Torino ha appurato che l'arma ritrovata in casa del gruppo di giovani albanesi a processo per favoreggiamento non è quella che ha ucciso Roberto Mottura, il 9 giugno del 2021 mentre cercava di difendere casa sua e la sua famiglia dall'assalto di un gruppo di ladri a Piossasco, nel torinese.

In carcere per omicidio c'è Emirjon Margiini di 31 anni. La stessa accusa anche per Mergim Lazri, 25 anni che il tribunale del riesame ha scarcerato, provvedimento confermato in corte di Cassazione. 

Questa mattina nell'aula maxi 2 del tribunale di Torino si è svolta la prima udienza del processo, subito rinviato per consentire all'avvocato della difesa di Margiini di studiare meglio il caso. Commozione tra i famigliari di Mottura: la moglie, il padre, il fratello presenti in aula. Sono 79 i testimoni: Ris di Parma, nucleo operativo di Moncalieri e di Torino, i vicini di casa. 

La prima testimone ad essere ascoltata sarà la moglie di Mottura, Laura Mai, che per prima quella notte sentì l'allarme scattare e si trovò di fronte i ladri. Udienza fissata per il 28 novembre.

Intervista ad Arianna Maria Corcelli (avv difensore Laura Mai e Tommaso Mottura) ed Antonio Genovese (avv. difensore Mergim Lazri)