Nel Canavese

A Prascorsano la villa confiscata e liberata dopo anni. Il prefetto: "Burocrazia allunga i tempi"

Non è il primo caso del genere in Piemonte. Il prefetto di Torino Ruberto: "Solo il legislatore può intervenire". Intanto il Canavese fa i conti con gli strascichi delle inchieste sulle infiltrazioni della criminalità organizzata sul territorio

Il provvedimento di confisca è del 2017, ma nella villa di Prascorsano, nel Canavese, viveva ancora la famiglia di Domenico e Giuseppe Racco, padre e figlio, entrambi condannati per 'ndrangheta nell'ambito dell'inchiesta Minotauro, ritenuti membri della locale di 'ndrangheta di Cuorgnè. Polizia e carabinieri hanno dovuto sgomberarla con la forza. 

È il sesto bene confiscato alla mafia in Piemonte quest'anno e in quattro casi su sei per liberarli si sono rese necessarie le forze dell'ordine. Ai nostri microfoni il prefetto di Torino, Raffaele Ruberto, spiega: “Anche un semplice ricorso può far slittare per anni l'esecuzione dei provvedimenti”. 

Servizio di Manuela Gatti, montaggio di Dario Fogu, interviste a: Raffaele Ruberto, prefetto di Torino, e Piero Rolando Perino, sindaco di Prascorsano