I dati finali delle associazioni di categoria

Un anno da dimenticare per la risicoltura

Crollano le aree coltivate, perdite dall'1 al 6% nelle principali zone del Piemonte. I problemi causati dalla siccità, dall'aumento dei costi e dalla mancanza di materie prime

Un'annata agricola da dimenticare, per il settore risicolo piemontese e italiano: l'area risicola si è fermata a 218 420 ettari, secondo i dati finali dell'Ente Risi, contro i 227 mila del 2021, con un calo del 3,8%. Nella nostra regione nel 2022 sono stati coltivati oltre 113 mila ettari di risaie contro i 116 mila dell'anno scorso, con una perdita di 3 mila ettari.
 

Le perdite vanno dall'1 al 6% nelle principali province risicole piemontesi.  A questo si devono aggiungere le superfici coltivate ma non raccolte.  
La siccità in alcuni casi non ha nemmeno consentito alla pianta di arrivare alla maturazione. A questo si aggiunge un calo delle rese agronomiche, ovvero della produzione in campo, sia alla lavorazione. L'Italia, dove i consumi di riso sono in crescita da anni, si trova quindi ad affrontare una sostanziale mancanza di materia prima, con il conseguente aumento dei prezzi all'ingrosso, aggravato anche dall'incremento dei costi di produzione, che si riverbera sui consumi.

Servizio di Simona Marchetti, montaggio di Giada Pigureddu. Intervista a Mario Francese, presidente Associazione Industrie Risiere Italiane.