Tra le produzione più colpite foraggi e cereali

Un 2022 tra luci e ombre per l'agricoltura piemontese

Calano le imprese ma crescono gli addetti nonostante un anno ricco di criticità, tra siccità, alte temperature, caro energia e danni alle coltivazioni dovuti agli animali selvatici. Il comparto chiede formazione e ricerca per la transizione green

Dieci mesi di siccità, da febbraio a ottobre, temperature decisamente sopra la media, rincari dell'energia e delle materie prime, e, come se non bastasse, i danni sempre più ingenti causati dalla fauna selvatica, cinghiali in particolare, alle coltivazioni. Eppure in un contesto così difficile, il 2022 degli agricoltori non è stato solo ombre.

Rispetto al 2018, le imprese sono diminuite del 13% passando da 46 a 40 mila unità, mentre sono aumentate le superfici medie delle aziende che ora superano i 22 ettari. In crescita gli addetti che dai 63 mila del 2021 sono passati agli 81 mila di quest'anno. Un settore che però chiede investimenti in formazione e ricerca per essere accompagnato verso una transizione green, senza dimenticare il risparmio idrico e la necessità di aumentare gli invasi e l'efficienza della rete di distribuzione. 

Servizio di Marco Bobbio, montaggio di Giuseppe Serra. Interviste a: Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, Federico Spanna, Regione Piemonte settore Fitosanitario, e Lella Bassignana, presidente di Agripiemonte Form.