Torino

Agnelli-Elkann, nuovi particolari dalle memorie che saranno presentate in tribunale

Il processo civile in scena al tribunale di Torino è solo l'ultima tappa di una lunga saga familiare che oppone il ramo Agnelli al ramo Elkànn della famiglia

Una donna, Margherita, e otto figli da due matrimoni. Un'eredita immensa alla morte del padre, l'avvocato Gianni, nel 2003, e la rinuncia a ogni pretesa dalla madre, Donna Marella, che sarebbe poi scomparsa nel 2019. Di fatto un patto per ricevere un forfait, e uscire di scena con un miliardo e 200 milioni di euro.

Ma dal vaso di Pandora che le morti dei coniugi Agnelli hanno scoperchiato non sono usciti solo il denaro e i processi intentati da Margherita per rimettere in discussione la sua fetta di patrimonio familiare.

Dalle memorie che saranno presentate al giudice emergerebbe una realtà fatta di investigatori privati, appostamenti, interrogatori ai domestici e agli autisti per ricostruire gli spostamenti di Marella nei suoi ultimi anni di vita. In sostanza, i legali di Margherita vogliono dimostrare che Marella viveva in Italia, riportando il processo a Torino. Non è un particolare di poco conto: l'ordinamento italiano esclude i patti successori, e quindi gli accordi sull'eredità verrebbero rimessi in discussione.

Adesso tocca alla giustizia civile. Se la giudice Nicoletta Aloj decidesse di proseguire il processo in Italia e se desse poi ragione a Margherita allora potrebbe cambiare tutto l'assetto societario di un impero finanziario che spazia dal calcio all'industria dell'auto, passando per la Formula Uno e per l'editoria.