Otto riders a Glovo, in scena l'ultima udienza

Una sentenza che potrebbe fare storia. E' quella che si attende in giornata per la causa intentata da un gruppo di fattorini che chiede il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato

Lavoro subordinato o collaborazione una volta ogni tanto?

Va in scena al tribunale di Torino l'ultima udienza del processo tra otto riders che lavorano o hanno lavorato per Glovo nel capoluogo piemontese e il colosso della consegna del cibo a domicilio.

Il giudice monocratico Sonia Salvatori dovrà decidere se il rapporto di lavoro tra i riders e Glovo è una prestazione occasionale o un vero e proprio rapporto di dipendenza.

Sotto la lente in aula il funzionamento dell'algoritmo che assegna le consegne del cibo: un software definito dall'avvocato dei fattorini, Giulia Druetta, come misterioso, cieco e discriminatorio, capace cioè di determinare nei lavoratori "uno stato di ansia e timore".  

Ma le richieste non si fermano qui: i fattorini chiedono anche il risarcimento per le mancate formazione e sicurezza, anche in periodo di Covid, il riconoscimento del diritto di sciopero, negato perché l'algoritmo penalizza chi decide di aderire alle manifestazioni di protesta, e il rispetto della privacy, messo in pericolo dalla continue richieste di dati personali della piattaforma.


 

 


Omar Bourbouh - rider
Francesco Catalano - rider