Il caso

Elkann: "L'occasione di costruire un futuro straordinario per la Juve"

Il presidente rassicura tifosi e investitori. Ma preoccupa l'inchiesta sportiva partita a Roma: si rischiano penalizzazioni in classifica


servizio di Davide Lessi
montaggio di Tiziana Samorì

Ventiquattr'ore dopo una delle giornate più nere  della storia della Juventus, risuonano ancora le parole di John Elkann.  "Un atto di responsabilità", ha definito le dimissioni di tutto il Consiglio di amministrazione. E ha rassicurato i tifosi dicendo che questo tsunami sarà l'occasione per costruire un futuro straordinario". Nessuno se lo sarebbe immaginato quando, a inizio agosto, la stagione bianconera iniziava a Villar Perosa con queste parole. “Il 2023 - diceva Andrea Agnelli -  sono 100 anni di proprietà della famiglia Agnelli della Juventus.”

Ma non ci sarà un Agnelli nel 2023 bianconero. Bensì Gianluca Ferrero, già ribattezzato, l'uomo dei conti che avrà il compito di affrontare e risolvere temi "legali e societari". La partita si giocherà due campi. Torino e Roma. A Torino il rinvio a giudizio dell'ex dirigenza è ormai dato per imminente. Ma è Roma che preoccupa di più i tifosi bianconeri. La procura federale ieri ha aperto una nuova inchiesta sulla manovra stipendi, quelle mensilità pagate durante il Covid ma omesse nei conti. Si parla di 34 milioni in tutto, più delle metà dei quali   19 - avrebbero riguardato Cristiano Rolando. E rispuntano così i fantasmi del 2006: la penalizzazione di punti e l'incubo, innominabile, della retrocessione.