Solenne cerimonia al cimitero urbano

Sepolti a Casale sette soldati monferrini morti nei campi di internamento

L'ordine dei geometri ha progettato e costruito il primo famedio civile in Italia

Sono stati riportati a casa,  sepolti nel primo famedio civile italiano, nel cimitero di Casale Monferrato: i resti di Francesco Chialone, Flavio De Vecchi, Guiseppe Peretti, Giuseppe Patrucco, Mario Carlo Ferrando, Alessandro Frascarolo, Placido Zanasso sono stati rimpatriati dai cimiteri militari di Amburgo e Francoforte sul Meno grazie all’associazione “Li riporteremo a casa in Monferrato” che ha permesso il primo rimpatrio collettivo in Italia: sono sette dei 32 internati militari monferrini che scelsero di non aderire alla repubblica di Salò.

Il loro ricordo è ancora vivo, anche se in molti casi i parenti non conoscevano neanche il luogo preciso di sepoltura. Di uno di loro non sono stati ritrovati nemmeno i resti:  nell’urna solo la terra della fossa comune.

Una memoria che non può svanire: il famedio è stato progettato e realizzato dal collegio dei geometri di Casale.  

Nel servizio le voci di Giuseppe Giorcelli, sopravvissuto campi di internamento militari, Federico Riboldi, sindaco di Casale Monferrato;  Rita Ariotti, nipote di Placido Zanasso e il fratello di Placido Zanasso