Università di Torino

Neonati consapevoli e democrazia alpina, ricercatrici premiate

Il Consiglio europeo per la ricerche ha finanziato i lavori di Francesca Garbarini sulla neuropsicologia dei bimbi appena nati. E di Marta Gravela sulle forme di governo arcaiche nelle vallate alpine di Italia, Francia e Svizzera. Fin dal Medioevo

Il Consiglio europeo per la ricerca ha reso note le 408 borse di studio assegnate in tutta Europa a ricercatori con progetti d'eccellenza post-dottorato: 27 i finanziamenti assegnati in Italia, 2 all'Università di Torino. Avevamo incontrato Francesca Garbarini un anno fa. Col suo gruppo di ricerca in neuropsicologia dell'Università di Torino aveva appena pubblicato uno studio sulla consapevolezza corporea dei neonati, realizzato all'Ospedale Sant'Anna. Quel progetto - riconosciuto come d'eccellenza - si è appena guadagnato una delle oltre 400 borse assegnate dall'Erc, il Consiglio europeo della ricerca.

Consapevoli si nasce

Ritroviamo Francesca raggiante per il finanziamento da 1 milione e 300mila euro per i prossimi 5 anni, che darà un po' di respiro e continuità alla sua squadra di 9 ricercatori. “Sono contentissima”, dice. “Un'emozione, un riconoscimento per tanti anni di impegno. Quello che avevamo studiato è che già a poche ore dalla nascita un neonato è in grado di mostrare integrazione di stimoli multisensoriali convergenti sul loro corpo, e quindi mostrare una forma primitiva di consapevolezza corporea". 
 

Quell'antica democrazia alpina

L'altra vincitrice, Marta Gravela, del dipartimento Studi storici, avrà 1 milione e mezzo di euro per assoldare 8 ricercatori, per sviluppare il progetto Demalps, una piattaforma online che raccoglierà documenti sulle piccole comunità alpine che, tra Francia, Italia e Svizzera, svilupparono istituzioni democratiche già dal 1300.Una sorpresa dato il numero dei competitor”, ci racconta. “Ho intravisto possibilità di indagare forme di governo egualitarie, talvolta anche nei confronti delle donne. E' una ricerca che unisce storia medievale, digital humanities, archivistica e storia diplomatica".