Rewind

La rinascita del Castello di Miasino. Da ex tenuta in mano alla camorra a bene della collettività

Affacciato sul lago D'Orta, la residenza appartenne al boss Pasquale Galasso, poi il sequestro nel 1992, la confisca, infine nel 2016 la restituzione alla Regione Piemonte.

Con la nostra rubrica Rewind ritorniamo al 19 febbraio del 2016 con il servizio di Matteo Spicuglia che ricostruì le vicende del castello del Miasino, finito in mano a un boss  della camorra. Dal sequestro nel 1992, fino alla confisca e alla restituzione alla collettività.

Era il 1992 quando venne arrestato il boss Pasquale Galasso, camorrista affiliato alla Nuova Famiglia di Carmine Alfieri, diventato poi collaboratore di giustizia. Aveva comprato il castello negli anni Ottanta, 29 stanze affrescate e un parco da 60 mila metri quadrati con vista sul lago d’Orta, prima sequestrato e poi confiscato definitivamente nel 2007. Solo dopo l’ordine di sgombero arrivato dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, la Regione Piemonte ha potuto muoversi per chiederne l’«affidamento».

 


 

Servizio di Matteo Spicuglia


sottopancia

Franco Roberti  Procuratore Antimafia

Aldo Reschigna vicepres. Regione Piemonte