L'uomo accusato dell'omicidio ha negato anche di aver minacciato la vittima

Processo Melis, Oste in aula si difende e racconta la sua verità

In aula i fotogrammi che mostrano i due passaggi di andata e ritorno dal bar alle 20,16 e 20,24 e di nuovo alle 20,27 con ritorno alle 20,33, questi ultimi negati

Risponde deciso alla domanda del pm Chiara Canepa sulla sua gelosia Luigi Oste il 62enne titolare del bar Angelo Azzurro di corso Vercelli, accusato di aver ucciso la sera del 31 ottobre 2021 Massimo Melis, il barrelliere della Croce verde freddato con un colpo di pistola alla nuca per punire, secondo l'accusa, Patrizia Cataldo per averlo rifiutato. 

Sono tante le domande e i messaggi che risuonano in corte d'assise a Torino che attraverso le risposte delineano un rapporto fatto di sesso ma evidentemente sopravvalutato da Oste.

La sua è una verità piena di lacune e ripensamenti, mancanza di date e orari, nomi e persone, forse troppo per chi racconta come alibi l'incontro alle 21,30 circa per conto di un cliente del suo bar con uno spacciatore, un marrocchino di età imprecisata e dal nome dimenticato. Ma che sta tutta in quei fotogrammi che mostrano due passaggi di andata e ritorno dal bar alle 20,16 e 20,24 e di nuovo alle 20,27 con ritorno alle 20,33, questi ultimi negati.

Servizio di Maria Valeria Vendemmia, montaggio di Paolo Monchieri