Agricoltura, approvato il decreto per il riconoscimento dei danni da siccità

Ancora da quantificare però gli importi. Ed entra in vigore la trattenuta obbligatoria del 3% per la copertura eventuale dei danni futuri

Il 2022 della grande arsura per i campi in Piemonte, si chiude con un decreto, che ne riconosce i danni, in attesa di quantificare le risorse.
Comunicato ieri dal ministero dell'agricoltura, il provvedimento include la nostra regione tra quelle ammesse al sostegno per le imprese danneggiate dalla siccità, che potranno fare richiesta di indennizzo all'apposito fondo di solidarietà nazionale.

Anche se non si conoscono ancora i fondi destinati al Piemonte, fanno sapere dall'assessorato regionale all'Agricoltura, che ha raccolto in questi mesi le segnalazioni dalle aziende trasmesse poi al ministero. Le uniche cifre, o stime, per il momento sono quelle nei report delle organizzazioni agricole sugli effetti di un anno passato a contare i danni: dal -15% di raccolto del riso, al -40% del mais, passando per il -30% del frumento tenero. A salvarsi solo il comparto del vino e della frutta, con produzioni ridotte ma di altissima qualità quest'anno.

E adesso, si guarda al 2023, con la grande novità di un nuovo sistema di gestione del rischio: dal primo gennaio scatta infatti il meccanismo del fondo Agri-CAT, finanziato con una trattenuta del 3% sulle risorse della Pac, (Politica agricola comune europea), percepite dalla singola azienda. Si tratta di una sorta di assicurazione obbligatoria di base. Anche se, fa notare il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia, restano dubbi sulla capacità di copertura complessiva del fondo per i danni sempre più estesi, e imprevedibili, del clima.