Raggiunto un accordo tra gli stati Ue: importare solo prodotti certificati

Un caffè non vale un bosco: una legge europea contro i prodotti da deforestazione selvaggia

L'Unione europea contro le materie prime ottenute con deforestazioni illegali. Al bando caffè, cacao, soia, e molti altri prodotti della vita quotidiana. L'Italia è al secondo posto dopo la Germania per prodotti importati da coltivazioni tropicali.

Il cacao nella cioccolata, il caffè che sorseggiamo, i libri che leggiamo Presto tanti prodotti della nostra vita quotidiana dovranno essere certificati contro il "rischio deforestazione". La regola varrà per soia, olio di palma, carne bovina, mangimi, legno, gomma, carbone, carta stampata, e tutti i prodotti derivati da materie prime importate dall'Unione Europea. Lo scopo è evitare il disboscamento illegale delle grandi foreste originarie, in Sudamerica, Asia, Africa. Polmoni verdi decimati per far posto a coltivazioni e allevamenti intensivi, altamente remunerativi per le multinazionali del cibo. L'Unione Europea - che le sue importazioni è responsabile del 16% della deforestazione tropicale, seconda solo alla Cina - ha raggiunto un accordo con gli stati membri, che andrà approvato da Consiglio e Parlamento. La nuova legge vieterà di importare materie prime prodotte su terreni disboscati illegalmente, prodotte e lavorate dopo il 31 dicembre 2020. Le aziende dovranno esibire una "certificazione di effettuato controllo", garantendo di rispettare anche i diritti degli indigeni impiegati nelle produzioni: bando dunque al lavoro minorile. Gli istituti finanziari non dovranno più sovvenzionare pratiche e servizi ad alto rischio deforestazione, come l'edilizia invasiva. I controlli avverranno con geolocalizzazioni e mappe satellitari. Le multe arriveranno fino al 4% della somma che l'azienda fattura in Europa in un intero anno.

Servizio di Alessia Mari

Montaggio di Benedetto Mallevadore.